Con sentenza del 12 luglio, la Corte di Giustizia della UE ha confermato il divieto di commercializzare le sementi delle varietà tradizionali e diversificate che non sono iscritte nel catalogo ufficiale europeo.
"Chi controlla il petrolio controlla le nazioni,
chi controlla il cibo controlla il popolo"
-- Henry Kissinger
lunedì 17 settembre 2012
venerdì 7 settembre 2012
Dare mighty things
Si ricomincia...
Far better is it to dare mighty things, to win glorious triumphs, even though checked by failure…than to rank with those poor spirits who neither enjoy much nor suffer much, because they live in a gray twilight that knows not victory nor defeat.
-- Theodore Roosevelt
Far better is it to dare mighty things, to win glorious triumphs, even though checked by failure…than to rank with those poor spirits who neither enjoy much nor suffer much, because they live in a gray twilight that knows not victory nor defeat.
-- Theodore Roosevelt
venerdì 27 luglio 2012
Non esiste alcun cucchiaio
Tutto è creato dal pensiero – dai nostri pensieri. In
questa densa gamma di frequenza in cui viviamo, simile a melassa, il
tempo che intercorre tra un pensiero e la sua manifestazione fisica può
apparire lunghissimo, ma il pensiero rimane sempre all’origine di tutto.
Tutto questo significa che viviamo in un mondo di illusioni, poiché il mondo è un riflesso, uno specchio del pensiero umano. Ciò che pensiamo che il mondo sia, sarà. O almeno quella sarà la nostra percezione del mondo.
Nel film Matrix un ragazzino piega un cucchiaio con la forza del pensiero. Ma dice che la verità è la seguente: «Non esiste alcun cucchiaio …non è il cucchiaio che si piega, siete soltanto voi».
Noi siamo l’immaginazione di noi stessi. La nostra vita, la nostra esperienza fisica non è che una manifestazione dei nostri pensieri. Noi siamo ciò che pensiamo di essere. La nostra immaginazione di noi stessi e del mondo intorno a noi diviene la nostra esperienza materiale. Pensi di essere ordinario? Allora sarai “ordinario”. Pensi di essere impotente? Allora sarai impotente. Pensi che le cose più belle al mondo capitino agli altri? Allora così sarà.
-- spunto da L.Callegaro
Tutto questo significa che viviamo in un mondo di illusioni, poiché il mondo è un riflesso, uno specchio del pensiero umano. Ciò che pensiamo che il mondo sia, sarà. O almeno quella sarà la nostra percezione del mondo.
Nel film Matrix un ragazzino piega un cucchiaio con la forza del pensiero. Ma dice che la verità è la seguente: «Non esiste alcun cucchiaio …non è il cucchiaio che si piega, siete soltanto voi».
Noi siamo l’immaginazione di noi stessi. La nostra vita, la nostra esperienza fisica non è che una manifestazione dei nostri pensieri. Noi siamo ciò che pensiamo di essere. La nostra immaginazione di noi stessi e del mondo intorno a noi diviene la nostra esperienza materiale. Pensi di essere ordinario? Allora sarai “ordinario”. Pensi di essere impotente? Allora sarai impotente. Pensi che le cose più belle al mondo capitino agli altri? Allora così sarà.
-- spunto da L.Callegaro
venerdì 8 giugno 2012
Accontentarsi
Oggi l'economia è fatta per costringere tanta gente a lavorare a ritmi
spaventosi, per produrre delle cose per lo più inutili che altri
lavorano a ritmi spaventosi, per poter comprare, perché questo è ciò che
da soldi alle società multinazionali, alle grandi aziende, ma non dà
felicità alla gente. Io trovo che c'è una bella parola in italiano che è
molto più calzante della parola felice, ed è contento.
Accontentarsi, uno che si accontenta è un uomo felice.
-- Tiziano Terzani
Accontentarsi, uno che si accontenta è un uomo felice.
-- Tiziano Terzani
sabato 2 giugno 2012
Dove finiscono i soldi degli SMS per i terremotati
WEB CONTRO: Dove finiscono i soldi degli SMS per i terremotati...: La domanda che in molti si pongono è: dove finiscono questi soldi? La risposta potrebbe non piacere a molte persone che hanno deciso di do...
martedì 29 maggio 2012
Lo tsuki vincente
L'essenza del kendo nello tsuki (突き) vincente di Takanabe durante la finale singolare maschile ai mondiali 15th World Kendo Championships.
Novara, Italy. 25/05/2012
lunedì 28 maggio 2012
Le tre gabbie per l’uomo
Riprendo l'interessante articolo di Silvano Agosti dal blog di Beppe Grillo * Link
L’uomo viene al mondo e la prima cosa che fa l’essere umano venendo al mondo ha uno sguardo stupito su questa realtà e la ama da subito, poi quello che accadrà lo saprà purtroppo fin dall’infanzia,
accadrà che lui verrà negato come questo grande capolavoro della natura, questo imbattibile mistero che è l’essere umano verrà inesorabilmente, ferocemente smantellato e ridotto a un ruolo, diventerà un ragioniere, un alunno, un marito, un impiegato, un Papa, un Presidente etc., nella processione dei ruoli che tengono prigionieri tutti gli esseri umani. Va detto subito che per questo l’essere umano non è ancora riuscito a abitare questo pianeta. E’ fondamentale che tutti sappiano quali sono le gabbie micidiali che ogni forma di potere ha messo in atto per riuscire a demolire questo colosso di mistero che è l’essere umano.
La prima gabbia è di allevarlo in un piccolo spazio, in un piccolo carcere che è l’appartamento, la casa.
La seconda gabbia è di costringere, pensate quando lui ha solo bisogno di correre, di giocare, di essere sé stesso, di costringerlo a stare seduto per imparare niente meno che a scrivere, perché? Perché uno deve imparare a scrivere a 5/6 anni? Normalmente l’essere umano imparerebbe in modo davvero perfetto a scrivere se lo facesse approdando da solo a queste necessità, con il desiderio verso gli 11/12 anni, ma ciò che conta è di tenerlo bloccato, di non farlo giocare, correre, perché se lui giocasse, corresse fino ai 18 anni, dopo non si fermerebbe più per tutta la vita di giocare, di creare, di dimostrare la propria unicità, perché ogni essere che viene al mondo è unico e irripetibile come si sa, non solo nel Dna, non solo nell’impronta digitale ma in una creatività che se potesse esercitarla darebbe ogni volta una versione nuova, affascinante, immortale della realtà.
La terza gabbia, forse la più micidiale, è il lavoro, già comincia l’ossessione del lavoro verso i 13 anni, quando il ragazzetto dice “Ma a me non piace la scuola, non voglio andare…”, allora cominciano a dire “Guarda che se non prendi il diploma dopo non trovi il lavoro, guarda che se dopo non fai l’università è difficile che trovi il lavoro”, ma cosa significa trovare il lavoro? L’essere umano non ha bisogno di lavorare, ha bisogno di buon cibo, di un luogo asciutto dove dormire. Si potrebbe dare in regalo una casa a 7 miliardi di persone con 1/5 di ciò che si spende ogni anno per gli eserciti, le spese militari, per non parlare delle cose magnifiche che si potrebbero fare con tutti gli investimenti che si fanno nella droga, nelle prostitute, negli ospedali, quelli inutili, nelle carceri. Questa gabbia del lavoro pian piano convince purtroppo tutti che se non lavoreranno 8/9 ore al giorno, non potranno stare su questo pianeta e chi lavora 8/9 ore al giorno si sa benissimo può essere esistere, ma certamente non vivere! La cosa interessante è che gli apparati di potere che costringono gli esseri umani a questa convinzione assolutamente demenziale, che sia inevitabile lavorare 8/9 ore al giorno, persino adesso che le macchine stanno sostituendo dappertutto la fatica e l’essere umano potrebbe esprimersi finalmente nel lavoro, tanto più che da sempre chi lavora 3 ore al giorno e ne ha 21 per vivere, produttivamente è molto, molto più forte di uno che è costretto a lavorare 8/9 ore al giorno tutti i giorni, quindi in 3 ore capita che lui produce in modo fantastico ciò che mi compete.
Diciamo produrrebbe perché attualmente lavorare 3 ore al giorno saremmo forse in 5 o 6 in Europa, ma lavorare volentieri 3 ore al giorno, a scoprire che nelle altre 21 si inventano tante cose che rendono ancora più produttive quelle 3 ore lì e poi finalmente si conoscono i propri figli, poi finalmente non si è collegati con la terza micidiale gabbia che è la 3 bis e cioè la convivenza, il fatto che un essere che incontra una persona che ama, è costretto a convivere nella stessa piccola casa o grande casa è uguale, non avendo mai la possibilità di rasserenarsi, stando un po’ con sé stessa e scoprendo, soprattutto da parte delle donne, che il loro stare con il loro partner non nasce da un bisogno di affettività, ma da un bisogno edilizio, non hanno altro scelta, quindi stanno lì e questo spiega perché forse si dice: il 70% degli omicidi e delle violenze avvengono in questa 3 bis che è la convivenza all’interno della stessa casa.
L’uomo viene al mondo e la prima cosa che fa l’essere umano venendo al mondo ha uno sguardo stupito su questa realtà e la ama da subito, poi quello che accadrà lo saprà purtroppo fin dall’infanzia,
accadrà che lui verrà negato come questo grande capolavoro della natura, questo imbattibile mistero che è l’essere umano verrà inesorabilmente, ferocemente smantellato e ridotto a un ruolo, diventerà un ragioniere, un alunno, un marito, un impiegato, un Papa, un Presidente etc., nella processione dei ruoli che tengono prigionieri tutti gli esseri umani. Va detto subito che per questo l’essere umano non è ancora riuscito a abitare questo pianeta. E’ fondamentale che tutti sappiano quali sono le gabbie micidiali che ogni forma di potere ha messo in atto per riuscire a demolire questo colosso di mistero che è l’essere umano.
La prima gabbia è di allevarlo in un piccolo spazio, in un piccolo carcere che è l’appartamento, la casa.
La seconda gabbia è di costringere, pensate quando lui ha solo bisogno di correre, di giocare, di essere sé stesso, di costringerlo a stare seduto per imparare niente meno che a scrivere, perché? Perché uno deve imparare a scrivere a 5/6 anni? Normalmente l’essere umano imparerebbe in modo davvero perfetto a scrivere se lo facesse approdando da solo a queste necessità, con il desiderio verso gli 11/12 anni, ma ciò che conta è di tenerlo bloccato, di non farlo giocare, correre, perché se lui giocasse, corresse fino ai 18 anni, dopo non si fermerebbe più per tutta la vita di giocare, di creare, di dimostrare la propria unicità, perché ogni essere che viene al mondo è unico e irripetibile come si sa, non solo nel Dna, non solo nell’impronta digitale ma in una creatività che se potesse esercitarla darebbe ogni volta una versione nuova, affascinante, immortale della realtà.
La terza gabbia, forse la più micidiale, è il lavoro, già comincia l’ossessione del lavoro verso i 13 anni, quando il ragazzetto dice “Ma a me non piace la scuola, non voglio andare…”, allora cominciano a dire “Guarda che se non prendi il diploma dopo non trovi il lavoro, guarda che se dopo non fai l’università è difficile che trovi il lavoro”, ma cosa significa trovare il lavoro? L’essere umano non ha bisogno di lavorare, ha bisogno di buon cibo, di un luogo asciutto dove dormire. Si potrebbe dare in regalo una casa a 7 miliardi di persone con 1/5 di ciò che si spende ogni anno per gli eserciti, le spese militari, per non parlare delle cose magnifiche che si potrebbero fare con tutti gli investimenti che si fanno nella droga, nelle prostitute, negli ospedali, quelli inutili, nelle carceri. Questa gabbia del lavoro pian piano convince purtroppo tutti che se non lavoreranno 8/9 ore al giorno, non potranno stare su questo pianeta e chi lavora 8/9 ore al giorno si sa benissimo può essere esistere, ma certamente non vivere! La cosa interessante è che gli apparati di potere che costringono gli esseri umani a questa convinzione assolutamente demenziale, che sia inevitabile lavorare 8/9 ore al giorno, persino adesso che le macchine stanno sostituendo dappertutto la fatica e l’essere umano potrebbe esprimersi finalmente nel lavoro, tanto più che da sempre chi lavora 3 ore al giorno e ne ha 21 per vivere, produttivamente è molto, molto più forte di uno che è costretto a lavorare 8/9 ore al giorno tutti i giorni, quindi in 3 ore capita che lui produce in modo fantastico ciò che mi compete.
Diciamo produrrebbe perché attualmente lavorare 3 ore al giorno saremmo forse in 5 o 6 in Europa, ma lavorare volentieri 3 ore al giorno, a scoprire che nelle altre 21 si inventano tante cose che rendono ancora più produttive quelle 3 ore lì e poi finalmente si conoscono i propri figli, poi finalmente non si è collegati con la terza micidiale gabbia che è la 3 bis e cioè la convivenza, il fatto che un essere che incontra una persona che ama, è costretto a convivere nella stessa piccola casa o grande casa è uguale, non avendo mai la possibilità di rasserenarsi, stando un po’ con sé stessa e scoprendo, soprattutto da parte delle donne, che il loro stare con il loro partner non nasce da un bisogno di affettività, ma da un bisogno edilizio, non hanno altro scelta, quindi stanno lì e questo spiega perché forse si dice: il 70% degli omicidi e delle violenze avvengono in questa 3 bis che è la convivenza all’interno della stessa casa.
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