Dopo lunga ricerca e parecchie telefonate, spero di dare qualche informazione in più che possa aiutare in futuro ad inquadrare meglio il problema.
L'esame KET (Key English Test) per i dislessici prevede solo +25% in più di tempo.
E' vietato l'uso di strumenti compensativi ed ausili come si può evincere dalla pagina Special circumstances e come confermatomi da più di un centro abilitato.
Secondo me già pensare di sottoporre il documento di esempio ad una persona dislessica senza l'utilizzo degli ausili previsti dalla Legge rende secondo me praticamente impossibile superare l'esame nei tempi previsti (sebbene +25%).
La cosa più paradossale è che le istruzioni di ogni sezione, peraltro necessarie a contestualizzare ogni singolo esercizio e sebbene in italiano, sono per un dislessico un enorme ostacolo e grandissima perdita di tempo.
Queste problematiche che spero l'ente inglese preposto agli esami potrà meglio valutare in futuro non sono certamente aiutate dalla scarsa preparazione fornita dalla scuola superiore di primo grado italiana.
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venerdì 21 marzo 2014
mercoledì 28 novembre 2012
Dislessia, lo strano esempio
martedì 27 novembre 2012
venerdì 11 maggio 2012
Modificare Kindle Touch (USA) con sintesi vocale (TTS) Text To Speech in italiano
Ecco come ho fatto a modificare Kindle Touch con sintesi vocale (TTS) Text To Speech in italiano
Ho modificato il lettore (Text-To-Speech) mettendo la voce in italiano di 'Silvia'.
Prima ho salvato la directory del Kindle : TTS
Poi partendo da qui Ho scaricato da qui il file tts-it-silvia.zip
Ho modificato il lettore (Text-To-Speech) mettendo la voce in italiano di 'Silvia'.
Prima ho salvato la directory del Kindle : TTS
Poi partendo da qui Ho scaricato da qui il file tts-it-silvia.zip
Poi ho copiato il contenuto sul Kindle sovrascrivendo quello che c'era in TTS
Ora ho il TTS in italiano.
Però c'è un ENORME problema: il 90% dei libri ebook in vendita ha la funzione TTS disabilitata.
Una cosa assurda!
Ora ho il TTS in italiano.
Però c'è un ENORME problema: il 90% dei libri ebook in vendita ha la funzione TTS disabilitata.
Una cosa assurda!
eReader e usabilità degli eBook
Uso da poco un Kindle touch 3G acquistato negli USA. Devo dire che è un dispositivo fantastico. Molto migliore dei concorrenti.
Devo dire però che sono molto diffidente per alcuni motivi.
Prima di tutto ne avevo bisogno per usarlo come lettore (Text-To-Speech) come ausilio alla dislessia, ma i libri acquistati su Amazon hanno questa funzionalità disabilitata, chissà perchè.
Secondariamente per l'impossibilità di prestare il libro ad un familare o ad un amico mentre io me ne leggo altri.
Infine per via dei formati 'non aperti' perchè chi ci garantisce che tra dieci anni esisterà ancora un dispositivo in grado di leggere questi formati proprietari e protetti?
Devo dire però che sono molto diffidente per alcuni motivi.
Prima di tutto ne avevo bisogno per usarlo come lettore (Text-To-Speech) come ausilio alla dislessia, ma i libri acquistati su Amazon hanno questa funzionalità disabilitata, chissà perchè.
Secondariamente per l'impossibilità di prestare il libro ad un familare o ad un amico mentre io me ne leggo altri.
Infine per via dei formati 'non aperti' perchè chi ci garantisce che tra dieci anni esisterà ancora un dispositivo in grado di leggere questi formati proprietari e protetti?
martedì 25 ottobre 2011
Film - Stelle sulla terra - (Taare Zameen Par)
Stelle sulla terra - (Taare Zameen Par) diretto, prodotto ed interpretato da Aamir Khan, una delle maggiori personalità dell'industria cinematografica indiana. Il film ha ricevuto numerosi premi, tra cui il Filmfare 2008 Miglior Film Award e il National Film Award 2008. Il protagonista, Ishaan, è un bambino di 8 anni affetto da dislessia, interpretato magistralmente da Darsheel Safar. Le musiche sono del trio Shankar-Ehsaan-Loy.
Ogni bambino è speciale, anche quelli che sembrano essere nati meno fortunati, in realtà sono delle "piccole stelle spuntate sulla terra". Sta ai genitori ed insegnanti, saper cogliere le loro qualità e valorizzarle.
venerdì 21 ottobre 2011
Cambiare i paradigmi dell'educazione
Ken Robinson parla del pensiero divergente e della necessità di ripensare il sistema scolastico.
Questo cambio di paradigma nel metodo educativo non solo aiuterebbe chi soffre di Disturbi specifici dell'apprendimento (DSA) ma anche l'intero sistema scolastico ormai insufficientemente stimolante per le capacità dei ragazzi d'oggi.
Trovo interessante in particolare il concetto di "Divergent thinking" al minuto 5:40.
giovedì 13 ottobre 2011
Anche Fonzie è dislessico
Ebbene si, la lista dei personaggi famosi si allunga di giorno in giorno e anche Henry Winkler il Fonzie di Happy Days ha dichiarato di essere dislessico.
Quel suo pollice alzato, accompagnato dal caratteristico «eeeeeehi», che è poi diventato il suo marchio di fabbrica transgenerazionale è nato assolutamente per caso e per colpa della dislessia, di cui però Henry Winkler, ovvero l’attore che ha dato corpo e soprattutto fiato al personaggio di Arthur Fonzarelli, detto appunto Fonzie, non sapeva di soffrire fino ai 31 anni.
«Quando ho cominciato a recitare in Happy Days – ha raccontato Winkler al Times – la mia dislessia non era stata ancora diagnosticata, ma siccome imparare le battute era davvero difficile per me, riducevo interi paragrafi ad un unico suono: eeeeeeehi, appunto. Del resto, non ho mai trovato semplice imparare i dialoghi di scena e l’ho sempre fatto molto lentamente, passando e ripassando sopra ad ogni singola frase e leggendola ad alta voce, una parola alla volta. Ma avevo scoperto che mi era d’aiuto ridurre la lingua ad un unico suono e così è nato “eeeeehi”, che ho poi imparato ad usare con diverse intonazioni, facendo in modo che indicasse tutta una serie di situazioni da “ho fame” a “non immischiarti con me”».
Fonte : Corriere della Sera
Quel suo pollice alzato, accompagnato dal caratteristico «eeeeeehi», che è poi diventato il suo marchio di fabbrica transgenerazionale è nato assolutamente per caso e per colpa della dislessia, di cui però Henry Winkler, ovvero l’attore che ha dato corpo e soprattutto fiato al personaggio di Arthur Fonzarelli, detto appunto Fonzie, non sapeva di soffrire fino ai 31 anni.
«Quando ho cominciato a recitare in Happy Days – ha raccontato Winkler al Times – la mia dislessia non era stata ancora diagnosticata, ma siccome imparare le battute era davvero difficile per me, riducevo interi paragrafi ad un unico suono: eeeeeeehi, appunto. Del resto, non ho mai trovato semplice imparare i dialoghi di scena e l’ho sempre fatto molto lentamente, passando e ripassando sopra ad ogni singola frase e leggendola ad alta voce, una parola alla volta. Ma avevo scoperto che mi era d’aiuto ridurre la lingua ad un unico suono e così è nato “eeeeehi”, che ho poi imparato ad usare con diverse intonazioni, facendo in modo che indicasse tutta una serie di situazioni da “ho fame” a “non immischiarti con me”».
Fonte : Corriere della Sera
mercoledì 28 settembre 2011
Tavola pitagorica da 1 a 15
Oggi la Prof. di matematica ha chiesto di studiare le tabelline fino al 15. Per chi usa gli ausili non è facile trovane una, anzi è impossibile. Quindi utilizzando come base un foglio excel trovato sul sito MatematicaMedie ho aggiunto ciò che mancava. Il foglio excel in realtà è su questo sito. Se a qualcuno servisse il foglio excel completo che ho usato io (da 1 a 15) mi scriva che glielo mando.
Per scaricare la tabellina in formato grafico basta cliccare sull'immagine qui sopra.
Per scaricare la tabellina in formato grafico basta cliccare sull'immagine qui sopra.
domenica 25 settembre 2011
Lettera al Ministro Gelmini dai Genitori Tosti
Leggo su genitoritosti.it e copioincollo
Replichiamo, in quanto associazione di genitori con figli disabili, alle dichiarazioni rilasciate in questi giorni dal Ministro Gelmini, in merito al sostegno scolastico: il Ministro ha affermato che, quest'anno, gli insegnanti deputati a seguire gli alunni disabili italiani sono talmente tanti da rappresentare un picco storico. E cala nel vuoto una cifra: "94.000".Senza aggiungere però che, rispetto allo scorso, quest'anno anche gli studenti disabili sono aumentati a oltre 200.000 presenze; forse anche loro costituiscono un "picco storico".
Cosa dice la legge in merito al rapporto numero di insegnanti di sostegno/numero di studenti? Dice che possono esserci 2 studenti per ogni insegnante: facendo una semplice divisione abbiamo 2,14 cioè siamo già fuori la legge.
La legge dice anche che nei casi in cui ci sia la gravità (naturalmente certificata) il rapporto deve essere 1 a 1, senza se e senza ma.
Quindi, calcolando anche i casi di gravità, il rapporto aumenta, la legge viene ulteriormente trasgredita e gli insegnanti sono insufficienti.
Le associazioni dedicate, i sindacati, gli esponenti politici che si occupano di scuola parlano di 65.000 insegnanti di sostegno che mancano. 65.000, non 1000 o 2000, ma un numero enorme!
In alcune regioni ne mancano di più, come la Calabria (rapporto 4!) il Veneto (rapporto3,8). In Lombardia siamo quasi al pari del Veneto per cui le associazioni, compresa la nostra, si sono mobilitate per richiedere subito il confronto per arrivare ad una soluzione. In Sicilia, addirittura, le scuole iniziano il 15 settembre ma gli insegnanti di sostegno inizieranno il loro servizio solo il 30 del mese – e nel frattempo gli alunni disabili? Siamo alla discriminazione pura. Emblematico poi il caso di Torino dove per questioni di"razionalizzazione" si volevano assegnare 400 posti di sostegno a docenti che non erano abilitati, come dire spedisco un elefante in una cristalleria.
La mobilitazione è generale in tutt'Italia, si fanno manifestazioni (l'ultima a Montecitorio proprio il 13 u.s.), si scrivono lettere addirittura a Napolitano (per esempio Parma), si decide di non portare a scuola i figli (Venezia) eppure il nostro Ministro dell'Istruzione dice che quella del taglio degli insegnanti di sostegno è una "leggenda nera" (La Stampa del 14.09.2011 –M. Brambilla).
Ma chi sono questi insegnanti di sostegno? Sono docenti per cui non esiste una classe di concorso, per cui si stanzia una cifra ridicola per i corsi di formazione, per tacer del fatto che, dopo 5 anni che uno fa il sostegno poi può diventare un'insegnante"normale" e buonanotte alla professionalità, in un campo così delicato come quello della didattica speciale. Ricordiamoci che l'insegnante di sostegno non è il babysitter dell'alunno disabile, ma è assegnato a tutta la classe cioè
ha il compito di integrare i compagni con l'alunno che segue e viceversa. È un docente a tutti gli effetti ma nella realtà viene spesso trattato come una cenerentola pure dai colleghi curricolari. Anche questa è un'altra forma di discriminazione.
Il sostegno però è solo la punta dell'iceberg dei problemi che affliggono gli alunni disabili, ogni anno TUTTI gli anni: ci sono le barriere architettoniche, il personale vario che per legge deve essere assegnato - assistente alla comunicazione per chi ha disabilità sensoriali cioè cecità e sordità, assistente igienico, assistente sanitario (nei casi in cui l'alunno sia sotto terapia farmacologica) l'educatore fornito dai Comuni. Gli ausili, che deve procurare la scuola (esistono i banchi, le sedie, le lavagne tradizionali o interattive, i libri di testo etc? Bene per chi è disabile tutto questo si chiama ausilio). Le famiglie degli alunni disabili devono lottare ogni anno, da sempre, anche per avere anche queste cose, previste per legge. L'Italia è un Paese che si dimostra ancora arretrato nella cultura dell'inclusione, ignorando tutte le leggi che abbiamo in materia e che sono modello di eccellenza per tutti gli altri Paesi europei.
E veniamo ad un altro nodo cruciale: sempre per legge esiste qualcosa che si chiama GLH che deve essere istituito (pena omissione d'atti d'ufficio per il dirigente scolastico): sono gruppi di lavoro specifici per la disabiltà nella scuola, cui partecipano anche i genitori, che devono avere tramite i loro rappresentanti. La maggioranza dei dirigenti scolastici italiani non indice il GLH, non c'è alcuna programmazione didattica intorno all'alunno disabile,e i genitori neanche hanno colloqui con l'insegnante di sostegno, spesso non vedono neanche il PEI, che è il piano educativo individualizzato, che non ha valore se non è firmato dai genitori, documento che è il frutto del lavoro corale di insegnanti curricolari, specialisti che seguono l'alunno, genitori. Per capire: nel PEI si decide cosa fare, quali obbiettivi raggiungere, se sia il caso di optare per il programma a requisiti minimo oppure quello differenziato.
Non so se abbiamo reso l'idea, cioè se chi è estraneo a questo mondo si rende conto di come sono trattati gli alunni disabili e relative famiglie, in Italia.
Per sovrammercato, da qualche mese in qua, sentiamo alzate d'ingegno sottoforma di ddl che propongono di trovare degli sponsor privati per assicurare il sostegno agli alunni disabili, in barba a ciò che sancisce non solo la Costituzione ma anche tutte le leggi che tutelano le persone disabili. Il messaggio lanciato da questi politici (DIMA, D'IPPOLITO VITALE, DE CAMILLIS, GALATI, VERSACE, FORMICHELLA, TADDEI, NASTRI, CATANOSO GENOESE, FAENZI ) è indubbiamente inequivocabile.
C'è quindi qualcosa che non va, non trovate? E c'è molto di non detto, per esempio le migliaia di condanne che ogni anno il Ministero dell'Istruzione italiana subisce, perché le famiglie ricorrono ai TAR, per vedersi ripristinati i diritti costantemente negati: non solo il Ministero deve pagare le spese processuali ma anche i danni esistenziali arrecati. Vorremmo leggere il bilancio di questo Ministero, per appurare a quanto ammonti tutto questo spreco di pubblico denaro: invece di dare il giusto all'inizio, cioè assegnare il numero dei docenti di sostegno adeguato, ogni anno si ripete questa commedia dell'assurdo, come se gli alunni disabili fossero dettagli trascurabili, non persone, cui deve essere garantito il diritto all'istruzione. Anche in questo caso si palesa una volontà indubbiamente inequivocabile.
Ci chiediamo infine perché l'attuale Ministro dell'Istruzione italiana abbia svuotato di ogni significato e lasciato morire, un organismo importante ed imprescindibile come l'osservatorio PERMANENTE per gli alunni in situazione di handicap le cui finalità (*) sono:
- monitoraggio del processo di integrazione scolastica degli alunni in situazione di handicap, allo scopo di facilitare e sostenere la piena attuazione degli obiettivi previsti dalla Legge 5.2.1992 n. 104 , anche in attuazione del D.P.R.n.275/99;
- accordi interistituzionali per la presa in carico del progetto globale di vita e di integrazione degli alunni in situazione di handicap, attraverso misure che sostengano la continuità educativa, l'orientamento scolastico e professionale, il collegamento con il mondo del lavoro;
- piena attuazione del diritto alla formazione delle persone in situazione di handicap;
- sperimentazione e innovazione metodologico-didattica e disciplinare;
- iniziative legislative e regolamentari.
Chi più dei rappresentanti delle associazioni delle famiglie delle persone disabili e di quelle figure professionali che studiano la disabilità di cui, in Italia, per fortuna, disponiamo in abbondanza , avrebbe potuto meglio aiutare il Ministro dell'Istruzione a garantire ogni diritto agli studenti e magari a razionalizzare davvero questi "benedetti" bilanci?
L'istruzione pubblica è la base della cultura di ogni paese civile, che non significa solo usare la calcolatrice, non sbagliare i congiuntivi e sapere la battaglia di Canne quand'è stata.
Sappiamo che il Ministro non risponderà, farà come sempre, da quando ha assunto questa importante e cruciale carica istituzionale, ma noi nella cultura e nella buona educazione crediamo moltissimo e riteniamo doveroso informare l'opinione pubblica sullo stato delle cose.
(*) dal D.M. 14/07/00
Genitori Tosti In Tutti I Posti ONLUS
APS di genitori con figli disabili dal Monte Rosa al Gennargentu
chi siamo, cosa facciamo:
http://genitoritosti.blogspot.com/2011/08/comunicato.html
il nostro sito:
http://www.genitoritosti.it/
Replichiamo, in quanto associazione di genitori con figli disabili, alle dichiarazioni rilasciate in questi giorni dal Ministro Gelmini, in merito al sostegno scolastico: il Ministro ha affermato che, quest'anno, gli insegnanti deputati a seguire gli alunni disabili italiani sono talmente tanti da rappresentare un picco storico. E cala nel vuoto una cifra: "94.000".Senza aggiungere però che, rispetto allo scorso, quest'anno anche gli studenti disabili sono aumentati a oltre 200.000 presenze; forse anche loro costituiscono un "picco storico".
Cosa dice la legge in merito al rapporto numero di insegnanti di sostegno/numero di studenti? Dice che possono esserci 2 studenti per ogni insegnante: facendo una semplice divisione abbiamo 2,14 cioè siamo già fuori la legge.
La legge dice anche che nei casi in cui ci sia la gravità (naturalmente certificata) il rapporto deve essere 1 a 1, senza se e senza ma.
Quindi, calcolando anche i casi di gravità, il rapporto aumenta, la legge viene ulteriormente trasgredita e gli insegnanti sono insufficienti.
Le associazioni dedicate, i sindacati, gli esponenti politici che si occupano di scuola parlano di 65.000 insegnanti di sostegno che mancano. 65.000, non 1000 o 2000, ma un numero enorme!
In alcune regioni ne mancano di più, come la Calabria (rapporto 4!) il Veneto (rapporto3,8). In Lombardia siamo quasi al pari del Veneto per cui le associazioni, compresa la nostra, si sono mobilitate per richiedere subito il confronto per arrivare ad una soluzione. In Sicilia, addirittura, le scuole iniziano il 15 settembre ma gli insegnanti di sostegno inizieranno il loro servizio solo il 30 del mese – e nel frattempo gli alunni disabili? Siamo alla discriminazione pura. Emblematico poi il caso di Torino dove per questioni di"razionalizzazione" si volevano assegnare 400 posti di sostegno a docenti che non erano abilitati, come dire spedisco un elefante in una cristalleria.
La mobilitazione è generale in tutt'Italia, si fanno manifestazioni (l'ultima a Montecitorio proprio il 13 u.s.), si scrivono lettere addirittura a Napolitano (per esempio Parma), si decide di non portare a scuola i figli (Venezia) eppure il nostro Ministro dell'Istruzione dice che quella del taglio degli insegnanti di sostegno è una "leggenda nera" (La Stampa del 14.09.2011 –M. Brambilla).
Ma chi sono questi insegnanti di sostegno? Sono docenti per cui non esiste una classe di concorso, per cui si stanzia una cifra ridicola per i corsi di formazione, per tacer del fatto che, dopo 5 anni che uno fa il sostegno poi può diventare un'insegnante"normale" e buonanotte alla professionalità, in un campo così delicato come quello della didattica speciale. Ricordiamoci che l'insegnante di sostegno non è il babysitter dell'alunno disabile, ma è assegnato a tutta la classe cioè
ha il compito di integrare i compagni con l'alunno che segue e viceversa. È un docente a tutti gli effetti ma nella realtà viene spesso trattato come una cenerentola pure dai colleghi curricolari. Anche questa è un'altra forma di discriminazione.
Il sostegno però è solo la punta dell'iceberg dei problemi che affliggono gli alunni disabili, ogni anno TUTTI gli anni: ci sono le barriere architettoniche, il personale vario che per legge deve essere assegnato - assistente alla comunicazione per chi ha disabilità sensoriali cioè cecità e sordità, assistente igienico, assistente sanitario (nei casi in cui l'alunno sia sotto terapia farmacologica) l'educatore fornito dai Comuni. Gli ausili, che deve procurare la scuola (esistono i banchi, le sedie, le lavagne tradizionali o interattive, i libri di testo etc? Bene per chi è disabile tutto questo si chiama ausilio). Le famiglie degli alunni disabili devono lottare ogni anno, da sempre, anche per avere anche queste cose, previste per legge. L'Italia è un Paese che si dimostra ancora arretrato nella cultura dell'inclusione, ignorando tutte le leggi che abbiamo in materia e che sono modello di eccellenza per tutti gli altri Paesi europei.
E veniamo ad un altro nodo cruciale: sempre per legge esiste qualcosa che si chiama GLH che deve essere istituito (pena omissione d'atti d'ufficio per il dirigente scolastico): sono gruppi di lavoro specifici per la disabiltà nella scuola, cui partecipano anche i genitori, che devono avere tramite i loro rappresentanti. La maggioranza dei dirigenti scolastici italiani non indice il GLH, non c'è alcuna programmazione didattica intorno all'alunno disabile,e i genitori neanche hanno colloqui con l'insegnante di sostegno, spesso non vedono neanche il PEI, che è il piano educativo individualizzato, che non ha valore se non è firmato dai genitori, documento che è il frutto del lavoro corale di insegnanti curricolari, specialisti che seguono l'alunno, genitori. Per capire: nel PEI si decide cosa fare, quali obbiettivi raggiungere, se sia il caso di optare per il programma a requisiti minimo oppure quello differenziato.
Non so se abbiamo reso l'idea, cioè se chi è estraneo a questo mondo si rende conto di come sono trattati gli alunni disabili e relative famiglie, in Italia.
Per sovrammercato, da qualche mese in qua, sentiamo alzate d'ingegno sottoforma di ddl che propongono di trovare degli sponsor privati per assicurare il sostegno agli alunni disabili, in barba a ciò che sancisce non solo la Costituzione ma anche tutte le leggi che tutelano le persone disabili. Il messaggio lanciato da questi politici (DIMA, D'IPPOLITO VITALE, DE CAMILLIS, GALATI, VERSACE, FORMICHELLA, TADDEI, NASTRI, CATANOSO GENOESE, FAENZI ) è indubbiamente inequivocabile.
C'è quindi qualcosa che non va, non trovate? E c'è molto di non detto, per esempio le migliaia di condanne che ogni anno il Ministero dell'Istruzione italiana subisce, perché le famiglie ricorrono ai TAR, per vedersi ripristinati i diritti costantemente negati: non solo il Ministero deve pagare le spese processuali ma anche i danni esistenziali arrecati. Vorremmo leggere il bilancio di questo Ministero, per appurare a quanto ammonti tutto questo spreco di pubblico denaro: invece di dare il giusto all'inizio, cioè assegnare il numero dei docenti di sostegno adeguato, ogni anno si ripete questa commedia dell'assurdo, come se gli alunni disabili fossero dettagli trascurabili, non persone, cui deve essere garantito il diritto all'istruzione. Anche in questo caso si palesa una volontà indubbiamente inequivocabile.
Ci chiediamo infine perché l'attuale Ministro dell'Istruzione italiana abbia svuotato di ogni significato e lasciato morire, un organismo importante ed imprescindibile come l'osservatorio PERMANENTE per gli alunni in situazione di handicap le cui finalità (*) sono:
- monitoraggio del processo di integrazione scolastica degli alunni in situazione di handicap, allo scopo di facilitare e sostenere la piena attuazione degli obiettivi previsti dalla Legge 5.2.1992 n. 104 , anche in attuazione del D.P.R.n.275/99;
- accordi interistituzionali per la presa in carico del progetto globale di vita e di integrazione degli alunni in situazione di handicap, attraverso misure che sostengano la continuità educativa, l'orientamento scolastico e professionale, il collegamento con il mondo del lavoro;
- piena attuazione del diritto alla formazione delle persone in situazione di handicap;
- sperimentazione e innovazione metodologico-didattica e disciplinare;
- iniziative legislative e regolamentari.
Chi più dei rappresentanti delle associazioni delle famiglie delle persone disabili e di quelle figure professionali che studiano la disabilità di cui, in Italia, per fortuna, disponiamo in abbondanza , avrebbe potuto meglio aiutare il Ministro dell'Istruzione a garantire ogni diritto agli studenti e magari a razionalizzare davvero questi "benedetti" bilanci?
L'istruzione pubblica è la base della cultura di ogni paese civile, che non significa solo usare la calcolatrice, non sbagliare i congiuntivi e sapere la battaglia di Canne quand'è stata.
Sappiamo che il Ministro non risponderà, farà come sempre, da quando ha assunto questa importante e cruciale carica istituzionale, ma noi nella cultura e nella buona educazione crediamo moltissimo e riteniamo doveroso informare l'opinione pubblica sullo stato delle cose.
(*) dal D.M. 14/07/00
Genitori Tosti In Tutti I Posti ONLUS
APS di genitori con figli disabili dal Monte Rosa al Gennargentu
chi siamo, cosa facciamo:
http://genitoritosti.blogspot.com/2011/08/comunicato.html
il nostro sito:
http://www.genitoritosti.it/
lunedì 19 settembre 2011
A tutto ritmo: Bella Thorne confessa di soffrire di dislessia
La notizia sembrerà un po' frivola, ma credo che agli adolescenti che soffrono di dislessia possa dare conforto sapere che una delle loro star condivide i loro stessi problemi e con impegno e forza di volontà riesce a far valere comunque le proprie capacità malgrado le difficoltà.
Bella Thorne, protagonista della serie TV 'A tutto ritmo' (titolo originale 'Shake it up') confessa di soffrire di dislessia, un disturbo dell’apprendimento che rende difficile leggere, scrivere o fare calcoli in modo corretto e fluente. La star di Shake It Up racconta come la dislessia abbia influenzato la sua vita.
Bella Thorne dovra affrontare qualche difficoltà a scuola anche in una puntata di Shake It Up. Nel quarto episodio del nuovo telefilm di Disney Channel CeCe (Bella Thorne) deve recuperare un brutto voto in algebra. Se non lo fa sarà esclusa dallo show Shake It Up Chicago. Per aiutarla nello studio Deuce (Adam Irigoyen) le trova un tutor.
Vedi 'A Tutto Ritmo' puntata 4 ITA
cit. 17'40" "...mi sveglio ogni mattina con l'angoscia che qualcuno mi chieda di leggere qualcosa ad alta voce."
In the 4th episode of Shake It Up, you’ll see Bella Thorne battle on-screen with dyslexia.
domenica 18 settembre 2011
Libri - Storie di normale dislessia
lunedì 12 settembre 2011
Ricomincia la scuola: la prima media
Oggi si ricomincia dalla prima media. Siamo alla scuola pubblica ovviamente. Senza preside (c'è un 'reggente' che gestisce diverse classi in diversi istituti). Non conosciamo ancora il nome e la faccia del professore di italiano perchè alla presentazione di stamattina non si è fatto vivo. Sarà una lotteria, speriamo in bene. Noi genitori ovviamente ce la metteremo tutta come sempre, come abbiamo sempre fatto e non potremmo fare altrimenti. Speriamo che gli ausili che ci siamo procurati e che ci ha fornito la AID siano utili (e soprattutto siano realmente user-friendly). Fateci gli auguri, perche' ce n'e' tanto, tanto bisogno. In bocca al lupo a tutti.
lunedì 16 maggio 2011
Psicofarmaci ai bambini
ADHD è l'acronimo di Attention Deficit Hyperactivity Disorder, che tradotto in italiano significa "Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività". Se un bambino è distratto o particolarmente vivace, se non segue le direttive e si agita, oggi può essere etichettato come malato mentale e di conseguenza "trattato" con psicofarmaci che ricadono nella categoria degli stupefacenti. Il bambino con "l'argento vivo addosso" di ieri, oggi può essere considerato iperattivo; se eccessivamente distratto gli può essere diagnosticato il "deficit d'attenzione".
L'iniziativa del movimento Pensare oltre
"La sindrome del deficit dell'attenzione non si cura con le medicine". "Se un bimbo è vivace, non vuol dire che sia anche malato". A sostenere questa rete ci sono oltre 70 associazioni, federazioni, accademie e aziende, e più di 60 personaggi del mondo della cultura, dello sport e della politica. Link all'articolo de La Repubblica.
L'iniziativa del movimento Pensare oltre
"La sindrome del deficit dell'attenzione non si cura con le medicine". "Se un bimbo è vivace, non vuol dire che sia anche malato". A sostenere questa rete ci sono oltre 70 associazioni, federazioni, accademie e aziende, e più di 60 personaggi del mondo della cultura, dello sport e della politica. Link all'articolo de La Repubblica.
martedì 10 maggio 2011
Film - Il segreto
Un film che con una semplicità disarmante riesce a far capire a tutti cosa realmente significa essere dislessici. Un film che ho visto solo una volta ad una riunione AID e purtroppo è introvabile in Italia. -Se qualcuno ne avesse una copia in italiano (in vendita o in regalo) è pregato di contattarmi, grazie.
Il segreto (1992)
[The Secret, USA, 1992, Drammatico, durata 88']
Regia di Karen Arthur Con Kirk Douglas, Bruce Boxleitner, Brooke Peters, Laura Harrin.
Danny ha nove anni, un brutto rapporto con i genitori e uno molto bello con il nonno. Tragedia in famiglia quando si scopre che Danny non sa né leggere né scrivere perché soffre di dislessìa. Di fronte al problema del nipotino, anche il nonno confessa di aver sempre nascosto a tutti la medesima condizione. Sono imminenti le elezioni comunali, in cui il vecchio è candidato come consigliere.Per amore del nipotino, confesserà il proprio problema e accetterà di curarsi insieme a lui. Kirk Douglas è il protagonista di questo dramma familiare d'impegno civile di Karen Arthur.
Il segreto (1992)
[The Secret, USA, 1992, Drammatico, durata 88']
Regia di Karen Arthur Con Kirk Douglas, Bruce Boxleitner, Brooke Peters, Laura Harrin.
Danny ha nove anni, un brutto rapporto con i genitori e uno molto bello con il nonno. Tragedia in famiglia quando si scopre che Danny non sa né leggere né scrivere perché soffre di dislessìa. Di fronte al problema del nipotino, anche il nonno confessa di aver sempre nascosto a tutti la medesima condizione. Sono imminenti le elezioni comunali, in cui il vecchio è candidato come consigliere.Per amore del nipotino, confesserà il proprio problema e accetterà di curarsi insieme a lui. Kirk Douglas è il protagonista di questo dramma familiare d'impegno civile di Karen Arthur.
sabato 7 maggio 2011
Dislessia da... giornalaio
Riporto qui una notizia un po' datata ad imperitura memoria della assoluta ignoranza e l'arrogante presunzione di alcuni nostri giornalisti.
"Scuole come ospedali: non più somari ma malati"
Guido Mattioni - giornalista de "Il Giornale"
Da ieri è legge. Anche un caprone in matematica quale era ai suoi più che remoti tempi scolastici chi scrive - «Bestia!», mi apostrofava il professore di liceo - ha una possibilità in più. Farsi dare per malato dal Sistema sanitario nazionale in quanto affetto da una delle patologie finite sotto l'ampio ombrello della sigla Dsa, che sta per Disturbi specifici di apprendimento. Tutto, in altre parole, potrà essere fatto passare per una forma di dislessia. Malattia quella sì davvero grave, ma che non dovrebbe diventare, almeno alla timida logica del buon senso, il cavallo di Troia per trasformare di fatto le nostre scuole in ospedali. O quel che è peggio i nostri ragazzi in precoci frequentatori dei lettini degli psicologi. Senza dimenticare che una diagnosi di Dsa, magari sbagliata, ricevuta in età scolare, accompagnerà il soggetto lungo tutta la vita, anche nei futuri colloqui di lavoro.
E invece è proprio nella direzione di una grande clinica regolata dal suono della campanella che la neo-legge sembra portare. Con esiti in parte esilaranti. Nel caso infatti che il giovane “malato” manifesti palese intolleranza a numeri, percentuali e radici quadrate, si parlerà di “discalculia”. Qualora accusi invece manifestazioni allergiche nei confronti della scrittura, il medico gli diagnosticherà una “disgrafia”. Che nei casi più gravi può peggiorare in “disortografia”. Disturbo che qualche cervellone con evidenti incompatibilità - lui sì - all'uso di una decente lingua italiana, ha già attribuito nel suo vergare ostrogoto a «difficoltà nei processi linguistici di transcodifica». Un tempo bastava molto meno per essere bocciati.
La legge, della quale forse non proprio tutti sentivano la mancanza, è stata invece approvata all'unanimità dalla Commissione Cultura del Senato. Che ha dato così il via definitivo al pacchetto di norme sui «Disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico». Pacchetto che aveva come prima firmataria la senatrice Vittoria Franco del Pd. Evidentemente, proprio come le vie del Signore sono infinite - ma Lui ci mette un po' più di scrupolo - lo sono anche quelle dell'unanimismo bipartisan. Col risultato che il "Sì" è stato bulgaro. Tutti allineati. Guido Possa e Franco Asciutti, entrambi del Pdl e rispettivamente presidente e capogruppo in Commissione, non hanno per esempio lesinato sull'aggettivazione generosa definendo «storica» una legge che introduce tra le patologie dell'apprendimento anche oggettivi orrori linguistici (su quelli di merito si cimenteranno gli scienziati) come appunto le succitate discalculia e disortografia. Tant'è.
La platea dei legislatori entusiasti ci informa inoltre che «con la nuova legge gli insegnanti dovranno essere consapevoli che per valutare in modo giusto e corretto gli alunni con disturbi di apprendimento servono criteri differenti». Quali? «Per esempio compiti più brevi, visto che fanno molta più fatica, privilegiare le interrogazioni orali sulle verifiche scritte, attenzione al contenuto dei temi più che agli errori ortografici o alla capacità di risolvere un problema più che alla conoscenza mnemonica delle tabelline». Quelle «vecchie reazionarie», manca soltanto da aggiungere.
Non basta. Mentre la scuola deve fare i conti con le dimensioni bulimiche alle quali è stata lasciata arrivare la platea dei precari, la legge appena approvata stanzia due milioni di euro da qui al 2011 al fine di formare i docenti - si immagina pagando degli psicologi - preparandoli così «ad acquisire la competenza per individuare precocemente i segnali di disturbo» negli allievi. E ancora: la diagnosi «dovrà essere effettuata nell'ambito dei trattamenti specialistici già assicurati dal Sistema sanitario nazionale e sarà comunicata dalla famiglia alla scuola di appartenenza dello studente». Con i genitori che potranno anche chiedere, nel caso di un figlio “disturbato”, orari flessibili sui loro posti di lavoro. Basteranno un «due più due fa cinque» o qualche zampa di gallina scarabocchiata sul foglio. È il nuovo che avanza.
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"Scuole come ospedali: non più somari ma malati"
Guido Mattioni - giornalista de "Il Giornale"
Da ieri è legge. Anche un caprone in matematica quale era ai suoi più che remoti tempi scolastici chi scrive - «Bestia!», mi apostrofava il professore di liceo - ha una possibilità in più. Farsi dare per malato dal Sistema sanitario nazionale in quanto affetto da una delle patologie finite sotto l'ampio ombrello della sigla Dsa, che sta per Disturbi specifici di apprendimento. Tutto, in altre parole, potrà essere fatto passare per una forma di dislessia. Malattia quella sì davvero grave, ma che non dovrebbe diventare, almeno alla timida logica del buon senso, il cavallo di Troia per trasformare di fatto le nostre scuole in ospedali. O quel che è peggio i nostri ragazzi in precoci frequentatori dei lettini degli psicologi. Senza dimenticare che una diagnosi di Dsa, magari sbagliata, ricevuta in età scolare, accompagnerà il soggetto lungo tutta la vita, anche nei futuri colloqui di lavoro.
E invece è proprio nella direzione di una grande clinica regolata dal suono della campanella che la neo-legge sembra portare. Con esiti in parte esilaranti. Nel caso infatti che il giovane “malato” manifesti palese intolleranza a numeri, percentuali e radici quadrate, si parlerà di “discalculia”. Qualora accusi invece manifestazioni allergiche nei confronti della scrittura, il medico gli diagnosticherà una “disgrafia”. Che nei casi più gravi può peggiorare in “disortografia”. Disturbo che qualche cervellone con evidenti incompatibilità - lui sì - all'uso di una decente lingua italiana, ha già attribuito nel suo vergare ostrogoto a «difficoltà nei processi linguistici di transcodifica». Un tempo bastava molto meno per essere bocciati.
La legge, della quale forse non proprio tutti sentivano la mancanza, è stata invece approvata all'unanimità dalla Commissione Cultura del Senato. Che ha dato così il via definitivo al pacchetto di norme sui «Disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico». Pacchetto che aveva come prima firmataria la senatrice Vittoria Franco del Pd. Evidentemente, proprio come le vie del Signore sono infinite - ma Lui ci mette un po' più di scrupolo - lo sono anche quelle dell'unanimismo bipartisan. Col risultato che il "Sì" è stato bulgaro. Tutti allineati. Guido Possa e Franco Asciutti, entrambi del Pdl e rispettivamente presidente e capogruppo in Commissione, non hanno per esempio lesinato sull'aggettivazione generosa definendo «storica» una legge che introduce tra le patologie dell'apprendimento anche oggettivi orrori linguistici (su quelli di merito si cimenteranno gli scienziati) come appunto le succitate discalculia e disortografia. Tant'è.
La platea dei legislatori entusiasti ci informa inoltre che «con la nuova legge gli insegnanti dovranno essere consapevoli che per valutare in modo giusto e corretto gli alunni con disturbi di apprendimento servono criteri differenti». Quali? «Per esempio compiti più brevi, visto che fanno molta più fatica, privilegiare le interrogazioni orali sulle verifiche scritte, attenzione al contenuto dei temi più che agli errori ortografici o alla capacità di risolvere un problema più che alla conoscenza mnemonica delle tabelline». Quelle «vecchie reazionarie», manca soltanto da aggiungere.
Non basta. Mentre la scuola deve fare i conti con le dimensioni bulimiche alle quali è stata lasciata arrivare la platea dei precari, la legge appena approvata stanzia due milioni di euro da qui al 2011 al fine di formare i docenti - si immagina pagando degli psicologi - preparandoli così «ad acquisire la competenza per individuare precocemente i segnali di disturbo» negli allievi. E ancora: la diagnosi «dovrà essere effettuata nell'ambito dei trattamenti specialistici già assicurati dal Sistema sanitario nazionale e sarà comunicata dalla famiglia alla scuola di appartenenza dello studente». Con i genitori che potranno anche chiedere, nel caso di un figlio “disturbato”, orari flessibili sui loro posti di lavoro. Basteranno un «due più due fa cinque» o qualche zampa di gallina scarabocchiata sul foglio. È il nuovo che avanza.
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