Coloro che non vogliono seguire l'insegnamento Zen, l'autentica base del Budo, non sono tenuti a farlo. Ma cosi riducono le arti marziali in semplici discipline sportive. Quelli invece che vogliono cogliere una dimensione più elevata del proprio essere, della propria vita, non devono imitarli. Non si può costringere né criticare nessuno. Tuttavia potrei dire che i primi sono come bambini che giocano con le macchinine, gli altri ne guidano di vere. Io non sono contrario agli sport: esercitano il corpo, accrescono la resistenza fisica. Ma lo spirito di competizione e di potenza che essi esaltano è infausto e testimonia una visione distorta della vita. Anche nelle arti marziali bisogna essere mushotoku, ossia senza scopo né spirito di profitto.
Gli educatori odierni sono responsabili di questo stato di cose: allenano il corpo, la tecnica, ma non la coscienza. I loro allievi si battono per vincere, giocano alla guerra come bambini.
Non c'è alcuna saggezza in tutto ciò. Non aiuta a dirigere la propria vita! Nello spirito dello Zen e del Budo, la vita quotidiana diventa il luogo del combattimento. Bisogna essere coscienti in ogni istante; alzandosi, lavorando, mangiando, coricandosi. In questo consiste la vera padronanza di sè.
--
Taisen Deshimaru, "Lo zen e le arti marziali"
venerdì 2 dicembre 2011
martedì 29 novembre 2011
Tsuki (突き)
Oggi mi sarebbe piaciuto parlare della tecnica Tsuki in quanto tale ma purtroppo devo invece parlare del mio ennesimo infortunio.
Nel Kendō la parola Tsuki (突き), corrisponde ad una delle cinque aree su cui attaccare. Esso è una spinta della punta dello shinai alla gola.
Si stava facendo un po' di pratica con Seme-Tsuki e il mio avversario, un baldo ragazzotto di vent'anni ha pensato bene di scaricare tutto il suo peso e la forza di cui disponeva sullo tsuki-tare (l'area frontale del casco corrispondente alla laringe). Il colpo è stato violentissimo e ho sentito la cervicale scricchiolare, ma forse non era la cervicale ma rotture legamentose e/o muscolari. Spero di aver scampato lesioni a carico dei legamenti e/o dei muscoli tiroaritenoidei. Domani ho un appuntamento dal traumatologo.
Risultato, mi ritrovo la parte frontale del collo sopra il pomo d'adamo estremamente gonfia e faccio fatica a deglutire e muovere la testa avanti e indietro.
A questo punto non capisco se sono io predisposto agli infortuni e mal disposto allo scontro fisico o se c'è qualche problema nel metodo di insegnamento e di pratica nel mio Dojo.
Considerando che è il terzo infortunio in tre anni, forse è più probabile che sia il secondo caso, anche perchè quando vado a praicare in provincia di Brescia non mi succede mai nulla, anzi l'ambiente è molto più rilassato e meno orientato all'agonismo.
E' vero che io sono un 'principiante anziano' e quindi un po' lento e forse goffo, tuttavia credo che far praticare Tsuki a tutti (principianti e non) durante le lezioni sia un azzardo.
A questo punto sto valutando seriamente di abbandonare la pratica del Kendo, se non altro per salvaguardare la mia incolumità. Ho una famiglia da mantenere e non posso permettermi uno stop (al lavoro) di diversi giorni o settimane per i traumi da attività in palestra. Peccato perchè la Via (道) del Kendō mi piace, però come arte marziale, non come sport.
Nel Kendō la parola Tsuki (突き), corrisponde ad una delle cinque aree su cui attaccare. Esso è una spinta della punta dello shinai alla gola.
Si stava facendo un po' di pratica con Seme-Tsuki e il mio avversario, un baldo ragazzotto di vent'anni ha pensato bene di scaricare tutto il suo peso e la forza di cui disponeva sullo tsuki-tare (l'area frontale del casco corrispondente alla laringe). Il colpo è stato violentissimo e ho sentito la cervicale scricchiolare, ma forse non era la cervicale ma rotture legamentose e/o muscolari. Spero di aver scampato lesioni a carico dei legamenti e/o dei muscoli tiroaritenoidei. Domani ho un appuntamento dal traumatologo.
Risultato, mi ritrovo la parte frontale del collo sopra il pomo d'adamo estremamente gonfia e faccio fatica a deglutire e muovere la testa avanti e indietro.
A questo punto non capisco se sono io predisposto agli infortuni e mal disposto allo scontro fisico o se c'è qualche problema nel metodo di insegnamento e di pratica nel mio Dojo.
Considerando che è il terzo infortunio in tre anni, forse è più probabile che sia il secondo caso, anche perchè quando vado a praicare in provincia di Brescia non mi succede mai nulla, anzi l'ambiente è molto più rilassato e meno orientato all'agonismo.
E' vero che io sono un 'principiante anziano' e quindi un po' lento e forse goffo, tuttavia credo che far praticare Tsuki a tutti (principianti e non) durante le lezioni sia un azzardo.
A questo punto sto valutando seriamente di abbandonare la pratica del Kendo, se non altro per salvaguardare la mia incolumità. Ho una famiglia da mantenere e non posso permettermi uno stop (al lavoro) di diversi giorni o settimane per i traumi da attività in palestra. Peccato perchè la Via (道) del Kendō mi piace, però come arte marziale, non come sport.
lunedì 28 novembre 2011
Jodan no kamae (上段の構え)
Negli ultimi mesi vedo sempre più spesso persone praticare Kendo con la guardia "Jodan no kamae" (上段の構え) e molte discussioni nei blog dedicate a questo. Sarà una mia impressione ma mi sembra un po' una moda, una voglia di novità soprattutto da parte di chi pratica il Kendo con la mera finalità agonistica.
Di solito è buona norma praticare la guardia Jodan solo a partire dal 3° Dan (Sandan) e mai se ci si confronta con avversari di grado inferiore.
Tra tutte le guardie del kendo è quella più offensiva. I piedi sono esattamente al contrario della guardia Chudan, ovvero sinistro avanti e destro dietro. Il corpo resta sostanzialmente frontale, ma con una leggera rotazione verso destra data dall’avanzamento del piede sinistro.
Di solito è buona norma praticare la guardia Jodan solo a partire dal 3° Dan (Sandan) e mai se ci si confronta con avversari di grado inferiore.
Tra tutte le guardie del kendo è quella più offensiva. I piedi sono esattamente al contrario della guardia Chudan, ovvero sinistro avanti e destro dietro. Il corpo resta sostanzialmente frontale, ma con una leggera rotazione verso destra data dall’avanzamento del piede sinistro.
venerdì 25 novembre 2011
Non conosciamo mai la nostra altezza
Non conosciamo mai la nostra altezza
finché non siamo chiamati ad alzarci.
E se siamo fedeli al nostro compito
arriva al cielo la nostra statura.
L'eroismo che allora recitiamo
sarebbe quotidiano, se noi stessi
non c'incurvassimo di cubiti
per la paura di essere dei re.
--
Emly Dickinson
1176 - We never know how high we are
finché non siamo chiamati ad alzarci.
E se siamo fedeli al nostro compito
arriva al cielo la nostra statura.
L'eroismo che allora recitiamo
sarebbe quotidiano, se noi stessi
non c'incurvassimo di cubiti
per la paura di essere dei re.
--
Emly Dickinson
1176 - We never know how high we are
mercoledì 23 novembre 2011
Il prodotto nazionale lordo (PIL) secondo Bob Kennedy
"Solo quando l'ultimo fiume sarà prosciugato
quando l'ultimo albero sarà abbattuto
quando l'ultimo animale sarà ucciso
solo allora capirete che il denaro non si mangia."
-- profezia pellerossa Creek
domenica 20 novembre 2011
L'Euro e l'Europa sono stati un errore
Questo ormai credo e spero sia chiaro a tutti: le grandi banche straniere ci stanno fregando. Vogliono i liquidi dei risparmiatori italiani, ovvero i più virtuosi d'Europa. L'Euro e l'Europa sono stati un errore. Cosa aspettiamo ad uscire dall'Euro?
Beh, il super Mario non lo farà di certo visto che è l'esecutore dei voleri dei 'poteri forti'...
Non a caso i partiti gli lasciano fare il lavoro sporco per non perdere consensi...
Ci rivediamo alle elezioni del 2013 se ci saranno ma soprattutto se ci sarà qualcuno degno di essere votato.
venerdì 18 novembre 2011
Oh me, oh vita!
Oh me, oh vita!
Domande come queste mi perseguitano,
infiniti cortei d’infedeli,
città gremite di stolti,
che vi è di nuovo in tutto questo,
oh me, oh vita !
Risposta
Che tu sei qui,
che la vita esiste e l’identità,
Che il potente spettacolo continui,
e che tu puoi contribuire con un verso.
--Walt Whitman
Domande come queste mi perseguitano,
infiniti cortei d’infedeli,
città gremite di stolti,
che vi è di nuovo in tutto questo,
oh me, oh vita !
Risposta
Che tu sei qui,
che la vita esiste e l’identità,
Che il potente spettacolo continui,
e che tu puoi contribuire con un verso.
--Walt Whitman
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