mercoledì 29 gennaio 2014

Liberarsi da limiti immaginari

A partire da quest'ora mi ordino libero di limiti e linee immaginarie. 
Vado dove voglio, totale e assoluto signore di me. 
Do ascolto agli altri, considerando bene quello che dicono. 
M'arresto, ricerco, ricevo, contemplo. 
Dolcemente, ma con volontà incoercibile, mi svincolo dalle remore che trattenermi vorrebbero.

-- "Song of the open road" Walt Whitman (1819 – 1892), poeta e scrittore statunitense

lunedì 20 gennaio 2014

Non c'è provare


Fare o non fare. Non c'è provare.
Provare equivale a non fare. Questo significa che ogni volta che ti dedichi al tuo obiettivo devi farlo applicando tutta la concentrazione possibile e il proprio 'focus mentale'.

venerdì 15 novembre 2013

Cosa è la deflazione

Il problema da combattere oggi è la deflazione e non l’inflazione.
La deflazione si origina da un freno nella spesa di consumatori e aziende, i quali in attesa di ulteriori cali dei prezzi preferiscono attendere e risparmiare, creando una spirale negativa. Le imprese, non riuscendo a vendere a determinati prezzi i beni e servizi prodotti, finiscono per collocarli (svenderli) a prezzi inferiori.
Così facendo si riducono i ricavi delle imprese che di conseguenza sono obbligate a ridurre gli investimenti e i costi del lavoro, generando disoccupazione (in Italia la disoccupazione si attesta al 12%, mentre la disoccupazione giovanile balza al nuovo record negativo storico del 39,5%).

lunedì 16 settembre 2013

Si ricomincia 2013

Ecco qua anche quest'anno il post di fine estate (o inizio autunno).
Anche quest'anno si ricomincia, ma le priorità sono cambiate, la frase "Dare mighty things" dello scorso anno adesso è riferita al lavoro e alla famiglia e non più solo al Kendō.
Cambiano le priorità e le responsabilità, ma l'impegno richiesto e profuso è sempre lo stesso, solo che è diretto in un'altra direzione, ma la strada da percorrere è sempre la stessa.
Questo va oltre il Kendō, sembra Zen, ma è semplicemente la Via (Dō - 道).

lunedì 24 giugno 2013

Non cadere nella Rete

Se la televisione è il Veleno moderno per antonomasia - "Cattiva maestra", la definì Karl Popper -, il Web "sociale" è perfino più subdolo. Esso raccoglie i più diversi desideri di affermazione individuale e li usa distorcendoli a fini di profitto, di vendita di merci, di veicolazione di idee utili al Potere o semplicemente funzionali alla creazione del disordine, laddove il disordine diventi utile al Potere.
In un mondo sempre più disumano, l'esigenza primaria di comunicazione viene a sua volta utilizzata strumentalmente dando a ciascuno l'impressione di poter non solo comunicare se stesso, ma di poterlo fare in piazza, 'coram populo'.
Parafrasando Andy Warhol, che anticipò di molto Facebook e Twitter, "ciascuno di noi può essere una star per quindici minuti". Non importa che non ti veda nessuno o che ti vedano in centomila, il che è esattamente la stessa cosa. Con questo strumento magico, nel tuo computer a buon mercato, nuotando nella banda larga che per ora puoi comprare a buon prezzo, avrai l'illusione di essere una star tutte le sere, ogni ora del giorno, per tutto il tuo tempo. Un tempo che tu credi "libero", ma che non è piu tale nel momento in cui lo affidi all'occupazione di un motore di ricerca.
Quale sublime svolta viene consentita - apparentemente regalata - all'uomo e alla donna della strada, permettendo loro di parlare senza dover ascoltare, di farsi vedere senza vedere. Di vedere senza che nessuno - salvo il motore di ricerca - sappia cosa stai vedendo. Di scegliere i lati di sé che si ritengono migliori e di presentarli agli altri come se ne fossero l’essenza. Facendo entrare ciascuno in una specie di parentesi magica dove tutti sono uguali, dove non c'è più alcuna gerarchia, né di personalità né di sapere. Dove si può parlare di tutto, anche di ciò che non si conosce affatto, e si possono esprimere giudizi definitivi e inappellabili apostrofando anonimamente personaggi altrettanto anonimi con tutta la volgarità e la presunzione di cui si è capaci. Si potrebbe continuare all'infinito ed esplorare tutti i personaggi della commedia umana.
Ci si può sbizzarrire nelle definizioni. "Il Web è un sistema apparentemente democratico che unisce la biblioteca al telefono, con intercettazione garantita e consultazione monitorata". Il Web, insomma, come tante cose insieme, non importa se e quanto contraddittorie tra di loro. Come luogo in cui tutti i gatti sono ugualmente bigi; dove tutti i pareri sono uguali; dove la paranoia dell’anonimato e l’esaltazione dell’irresponsabilità. Il Web come il trionfo finale dell’individualismo piccolo, piccolissimo borghese, ma anche di quello proletario e sub-proletario, entrambi resi magicamente uguali. 
-- Giulietto Chiesa, "Invece della catastrofe"

giovedì 20 giugno 2013

Girlfiend in a coma

L’obiettivo di Girlfriend in a Coma e della sua campagna  #WakeItalyUp è quello di risvegliare la coscienza collettiva riguardo alla vera natura e alla gravità della sua malattia politica, economica e morale che ha colpito l’Italia nel corso degli ultimi 20 anni, per mettere in guardia gli altri paesi su un destino che potrebbe attendere anche loro e di servire come un invito all’azione, per tutti i livelli della società civile.
GIAC ha in programma di farlo attraverso proiezioni di Girlfriend in a Coma nelle scuole, nelle università, nelle comunità locali, in televisione e nelle sale cinematografiche di tutto il mondo, e attraverso la nostra partecipazione attiva a dibattiti.
GIAC sta per lanciare una fondazione no-profit, Western Spring, per sostenere questa campagna e i progetti futuri.
L'appello attuale, per una Primavera Italiana, che metta in contatto gli italiani in giro per il mondo con quelli rimasti in Italia è un appello che invita gli italiani ad agire a pretendere il cambiamento, a non fermarsi finché questo cambiamento non sarà avvenuto. Questo cambiamento non riguarda soltanto una manifestazione o un’elezione. Il compito per il prossimo decennio è quello di curare le malattie che hanno ridotto l’Italia in coma:

1. Il continuo declino del ruolo dello Stato
2. Gli ostacoli alla meritocrazia e alla competitività
3. La mancanza di libertà di informazione
4. Le disuguaglianze sociali per le donne
5. Ostacoli all’innovazione, all’impresa e alla creazione di posti di lavoro
6. L’ignavia, o la mancanza di coraggio morale