martedì 17 maggio 2011

Kendo - la via della spada

Il Kendō, diversamente dagli altri sport, richiede poca forza fisica. Quindi, nel praticare il Kendō, poco importa essere grandi o piccoli, robusti o delicati, Neanche l’età ha grande importanza perché ci si può allenare dai cinque ai sei anni fino ai settanta ed ottanta. Perciò si può continuare a praticare il Kendō per tutta la vita. Quello cui va data maggiore importanza è che sviluppa la mente più che il corpo. Non è questo un aspetto davvero singolare? Allenamenti e combattimenti, come se ne vedono in ogni Dōjō, e che sono indispensabili per apprendere e perfezionarsi in questa arte marziale come pure per rinforzare il corpo, dovrebbero essere considerati, dopo tutto, come mezzi necessari, ma non come lo scopo principale.
Riflettendo su questi suoi aspetti si può ben dire che il Kendō, specialmente oggigiorno, giovi largamente ed efficacemente a rinvigorire e ristorare il popolo giapponese. Personalmente ritengo che il Kendō sia la migliore medicina per la salute del corpo e della mente.
«Quali sono i veri pregi del Kendō?» E’ questa una domanda che mi viene posta di frequente. Anche se la mia risposta può suonare troppo dogmatica, mi sono fatto un dovere di dare la seguente spiegazione a quanti non conoscono sufficientemente il Kendō. Ogni bambino che pratichi il Kendō può giungere a possedere questi pregi:

* apprendere le buone maniere;
* sviluppare il potere spirituale di saper fronteggiare chiunque e qualunque cosa lealmente e senza esitazioni;
* acquisire naturalmente la presenza di spirito che consente di non subire turbamenti o eccitazioni da qualsiasi avvenimento;
* sviluppare sufficientemente capacità di azione tempestiva e risoluto giudizio quando le circostanze lo richiedano.

Queste qualità possono essere conseguite da chiunque si alleni con costanza e fermezza. A questo proposito è mia abitudine di introdurre quattro parole (ideogrammi) cinesi che riassumono quelle qualità : rei (buone maniere), choku (franchezza), sei (imperturbabilità), soku (rapidità). Chi sia munito di queste quattro virtù non si darà mai per vinto, ma vivrà felicemente anche nelle condizioni più avverse. C’è un solo metodo per praticare e conoscere a fondo l’arte del Kendō. Insegnare a se stessi attraverso la propria esperienza sia fisica che mentale. «Fatelo da voi e imparate» dice un vecchio adagio. E’ un’arte che va studiata mentre la si pratica. -- Ichiro Yano

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