domenica 25 settembre 2011

Lettera al Ministro Gelmini dai Genitori Tosti

Leggo su genitoritosti.it e copioincollo

Replichiamo, in quanto associazione di genitori con figli disabili, alle dichiarazioni rilasciate in questi giorni dal Ministro Gelmini, in merito al sostegno scolastico: il Ministro ha affermato che, quest'anno, gli insegnanti deputati a seguire gli alunni disabili italiani sono talmente tanti da rappresentare un picco storico. E cala nel vuoto una cifra: "94.000".Senza aggiungere però che, rispetto allo scorso, quest'anno anche gli studenti disabili sono aumentati a oltre 200.000 presenze; forse anche loro costituiscono un "picco storico".
Cosa dice la legge in merito al rapporto numero di insegnanti di sostegno/numero di studenti? Dice che possono esserci 2 studenti per ogni insegnante: facendo una semplice divisione abbiamo 2,14 cioè siamo già fuori la legge.
La legge dice anche che nei casi in cui ci sia la gravità (naturalmente certificata) il rapporto deve essere 1 a 1, senza se e senza ma.
Quindi, calcolando anche i casi di gravità, il rapporto aumenta, la legge viene ulteriormente trasgredita e gli insegnanti sono insufficienti.
Le associazioni dedicate, i sindacati, gli esponenti politici che si occupano di scuola parlano di 65.000 insegnanti di sostegno che mancano. 65.000, non 1000 o 2000, ma un numero enorme!
In alcune regioni ne mancano di più, come la Calabria (rapporto 4!) il Veneto (rapporto3,8). In Lombardia siamo quasi al pari del Veneto per cui le associazioni, compresa la nostra, si sono mobilitate per richiedere subito il confronto per arrivare ad una soluzione. In Sicilia, addirittura, le scuole iniziano il 15 settembre ma gli insegnanti di sostegno inizieranno il loro servizio solo il 30 del mese – e nel frattempo gli alunni disabili? Siamo alla discriminazione pura. Emblematico poi il caso di Torino dove per questioni di"razionalizzazione" si volevano assegnare 400 posti di sostegno a docenti che non erano abilitati, come dire spedisco un elefante in una cristalleria.
La mobilitazione è generale in tutt'Italia, si fanno manifestazioni (l'ultima a Montecitorio proprio il 13 u.s.), si scrivono lettere addirittura a Napolitano (per esempio Parma), si decide di non portare a scuola i figli (Venezia) eppure il nostro Ministro dell'Istruzione dice che quella del taglio degli insegnanti di sostegno è una "leggenda nera" (La Stampa del 14.09.2011 –M. Brambilla).
Ma chi sono questi insegnanti di sostegno? Sono docenti per cui non esiste una classe di concorso, per cui si stanzia una cifra ridicola per i corsi di formazione, per tacer del fatto che, dopo 5 anni che uno fa il sostegno poi può diventare un'insegnante"normale" e buonanotte alla professionalità, in un campo così delicato come quello della didattica speciale. Ricordiamoci che l'insegnante di sostegno non è il babysitter dell'alunno disabile, ma è assegnato a tutta la classe cioè
ha il compito di integrare i compagni con l'alunno che segue e viceversa. È un docente a tutti gli effetti ma nella realtà viene spesso trattato come una cenerentola pure dai colleghi curricolari. Anche questa è un'altra forma di discriminazione.
Il sostegno però è solo la punta dell'iceberg dei problemi che affliggono gli alunni disabili, ogni anno TUTTI gli anni: ci sono le barriere architettoniche, il personale vario che per legge deve essere assegnato - assistente alla comunicazione per chi ha disabilità sensoriali cioè cecità e sordità, assistente igienico, assistente sanitario (nei casi in cui l'alunno sia sotto terapia farmacologica) l'educatore fornito dai Comuni. Gli ausili, che deve procurare la scuola (esistono i banchi, le sedie, le lavagne tradizionali o interattive, i libri di testo etc? Bene per chi è disabile tutto questo si chiama ausilio). Le famiglie degli alunni disabili devono lottare ogni anno, da sempre, anche per avere anche queste cose, previste per legge. L'Italia è un Paese che si dimostra ancora arretrato nella cultura dell'inclusione, ignorando tutte le leggi che abbiamo in materia e che sono modello di eccellenza per tutti gli altri Paesi europei.
E veniamo ad un altro nodo cruciale: sempre per legge esiste qualcosa che si chiama GLH che deve essere istituito (pena omissione d'atti d'ufficio per il dirigente scolastico): sono gruppi di lavoro specifici per la disabiltà nella scuola, cui partecipano anche i genitori, che devono avere tramite i loro rappresentanti. La maggioranza dei dirigenti scolastici italiani non indice il GLH, non c'è alcuna programmazione didattica intorno all'alunno disabile,e i genitori neanche hanno colloqui con l'insegnante di sostegno, spesso non vedono neanche il PEI, che è il piano educativo individualizzato, che non ha valore se non è firmato dai genitori, documento che è il frutto del lavoro corale di insegnanti curricolari, specialisti che seguono l'alunno, genitori. Per capire: nel PEI si decide cosa fare, quali obbiettivi raggiungere, se sia il caso di optare per il programma a requisiti minimo oppure quello differenziato.
Non so se abbiamo reso l'idea, cioè se chi è estraneo a questo mondo si rende conto di come sono trattati gli alunni disabili e relative famiglie, in Italia.
Per sovrammercato, da qualche mese in qua, sentiamo alzate d'ingegno sottoforma di ddl che propongono di trovare degli sponsor privati per assicurare il sostegno agli alunni disabili, in barba a ciò che sancisce non solo la Costituzione ma anche tutte le leggi che tutelano le persone disabili. Il messaggio lanciato da questi politici (DIMA, D'IPPOLITO VITALE, DE CAMILLIS, GALATI, VERSACE, FORMICHELLA, TADDEI, NASTRI, CATANOSO GENOESE, FAENZI ) è indubbiamente inequivocabile.
C'è quindi qualcosa che non va, non trovate? E c'è molto di non detto, per esempio le migliaia di condanne che ogni anno il Ministero dell'Istruzione italiana subisce, perché le famiglie ricorrono ai TAR, per vedersi ripristinati i diritti costantemente negati: non solo il Ministero deve pagare le spese processuali ma anche i danni esistenziali arrecati. Vorremmo leggere il bilancio di questo Ministero, per appurare a quanto ammonti tutto questo spreco di pubblico denaro: invece di dare il giusto all'inizio, cioè assegnare il numero dei docenti di sostegno adeguato, ogni anno si ripete questa commedia dell'assurdo, come se gli alunni disabili fossero dettagli trascurabili, non persone, cui deve essere garantito il diritto all'istruzione. Anche in questo caso si palesa una volontà indubbiamente inequivocabile.
Ci chiediamo infine perché l'attuale Ministro dell'Istruzione italiana abbia svuotato di ogni significato e lasciato morire, un organismo importante ed imprescindibile come l'osservatorio PERMANENTE per gli alunni in situazione di handicap le cui finalità (*) sono:
- monitoraggio del processo di integrazione scolastica degli alunni in situazione di handicap, allo scopo di facilitare e sostenere la piena attuazione degli obiettivi previsti dalla Legge 5.2.1992 n. 104 , anche in attuazione del D.P.R.n.275/99;
- accordi interistituzionali per la presa in carico del progetto globale di vita e di integrazione degli alunni in situazione di handicap, attraverso misure che sostengano la continuità educativa, l'orientamento scolastico e professionale, il collegamento con il mondo del lavoro;
- piena attuazione del diritto alla formazione delle persone in situazione di handicap;
- sperimentazione e innovazione metodologico-didattica e disciplinare;
- iniziative legislative e regolamentari.
Chi più dei rappresentanti delle associazioni delle famiglie delle persone disabili e di quelle figure professionali che studiano la disabilità di cui, in Italia, per fortuna, disponiamo in abbondanza , avrebbe potuto meglio aiutare il Ministro dell'Istruzione a garantire ogni diritto agli studenti e magari a razionalizzare davvero questi "benedetti" bilanci?
L'istruzione pubblica è la base della cultura di ogni paese civile, che non significa solo usare la calcolatrice, non sbagliare i congiuntivi e sapere la battaglia di Canne quand'è stata.
Sappiamo che il Ministro non risponderà, farà come sempre, da quando ha assunto questa importante e cruciale carica istituzionale, ma noi nella cultura e nella buona educazione crediamo moltissimo e riteniamo doveroso informare l'opinione pubblica sullo stato delle cose.

(*) dal D.M. 14/07/00
Genitori Tosti In Tutti I Posti ONLUS
APS di genitori con figli disabili dal Monte Rosa al Gennargentu

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venerdì 23 settembre 2011

Voglio la cittadinanza giapponese

E' sera. Sto guardando un programma sulla TV giapponese, la NHK. Parlano di cosa stanno facendo dopo il terremoto e lo tsunami. (Per il nucleare c'è ormai ben poco da fare). Ebbene, vedo persone incaricate di cercare acqua potabile dopo che l'onda di acqua marina ha contaminato tutta la falda potabile. Vedo il responsabile, che non è una persona importante della protezione civile, come il nostro Bertolaso e di certo non prende il suo lauto stipendio. Non fa 'ginnastica da camera'. Vedo una persona dedita al suo compito con assoluta abnegazione. Con la profonda consapevolezza che dal suo lavoro dipende la vita ed il benessere di moltissime persone. Vedo divise impeccabili, serietà e lo spirito di chi si sente realmente parte di una comunità. Ecco. Anche io vorrei tanto farne parte. Voglio la cittadinanza giapponese. Nihon ki (日本気)

unico-lab: E se i neutrini sorpassassero i fotoni?

Un'analisi della notizia che impazza oggi in rete: Neutrini più veloci della luce.
unico-lab: E se i neutrini sorpassassero i fotoni?: E' la notizia del momento. Impazza sui giornali, rimbalza ogni dove su internet e anche nella comunità dei fisici sta destando parecchio scalpore...

giovedì 22 settembre 2011

Zazen

Con il termine zazen (坐禅) si intende un vasto insieme di significati, grossolanamente traducibili in italiano con "meditazione seduti", attualmente riferiti a pratiche, per lo più, dell'ambito delle scuole Zen giapponesi.
Fin dagli anni ottanta studio le filosofie orientali per passione e piacere personale. Lo Zen in particolare mi ha sempre affascinato con il suo spartano pragmatismo.
Spesso ho nascosto la mia passione per questa disciplina per non apparire snob o sembrare uno che cerca di seguire la moda, anche se oggi non si usa più tanto l'understatement minimalista.
Nel corso di questi venticinque anni ho sempre accuratamente evitato contatti con monaci, guru e quant'altro. Non mi sono mai fidato per paura di cascare dalla 'pentola' del cattolicesimo alla 'brace' di qualche strana setta religiosa. Tuttavia ricordo a chi non fosse informato che lo Zen non è classificabile come "religione", è infatti separabile da ogni matrice religiosa e potrebbe fiorire sul terreno delle religioni non buddiste o di nessuna religione come scrisse Thomas Merton. (Cfr. Thomas Merton, Lo zen e gli uccelli rapaci)
La scorsa settimana ho finalmente messo da parte le mie remore e mi sono recato a praticare Zazen per la prima voltae devo confessare che è stata un'esperienza piacevole. Sebbene avessi già provato da solo a casa, devo dire che praticare Zazen in gruppo crea un'atmosfera completamente differente e si riesce a percepire un energia ed una positività diversa. La cosa migliore però è stata la sensazione pace e di benessere che mi ha accompagnato per tutte le ventiquattrore successive alla pratica.
Mi quindi sono riproposto di insistere e continuare a praticare una volta alla settimana per un po' di tempo, chissaà che anche il mio Kendo non ne possa trarre giovamento.

lunedì 19 settembre 2011

A tutto ritmo: Bella Thorne confessa di soffrire di dislessia


La notizia sembrerà un po' frivola, ma credo che agli adolescenti che soffrono di dislessia possa dare conforto sapere che una delle loro star condivide i loro stessi problemi e con impegno e forza di volontà riesce a far valere comunque le proprie capacità malgrado le difficoltà.
Bella Thorne, protagonista della serie TV 'A tutto ritmo' (titolo originale 'Shake it up') confessa di soffrire di dislessia, un disturbo dell’apprendimento che rende difficile leggere, scrivere o fare calcoli in modo corretto e fluente. La star di Shake It Up racconta come la dislessia abbia influenzato la sua vita.
Bella Thorne dovra affrontare qualche difficoltà a scuola anche in una puntata di Shake It Up. Nel quarto episodio del nuovo telefilm di Disney Channel CeCe (Bella Thorne) deve recuperare un brutto voto in algebra. Se non lo fa sarà esclusa dallo show Shake It Up Chicago. Per aiutarla nello studio Deuce (Adam Irigoyen) le trova un tutor.
Vedi 'A Tutto Ritmo' puntata 4 ITA
cit. 17'40" "...mi sveglio ogni mattina con l'angoscia che qualcuno mi chieda di leggere qualcosa ad alta voce."
In the 4th episode of Shake It Up, you’ll see Bella Thorne battle on-screen with dyslexia.

domenica 18 settembre 2011

Libri - Storie di normale dislessia

More about Storie di normale dislessia. Con CD Audio formato MP3. Ediz. a caratteri grandi
Libro con caratteristiche grafiche di 'facile leggibilità' adatto a tutti gli adolescenti, contiene tracce audio MP3. Il libro non approfondisce molto le caratteristiche dei personaggi, ma sarà comunque di grande aiuto per fortificare l'autostima dei ragazzi che soffrono di questo disturbo.

giovedì 15 settembre 2011

Educazione civica

Oggi leggo sul Corriere della Sera questo articolo "Pass e falsi invalidi: mandateci le foto
Pubblicheremo gli abusi e le infrazioni
"
A quanti di noi è mai venuto in mente che una macchina o uno scooter parcheggiati male avrebbero reso più complicata la vita di persone che già hanno i loro problemi? Siamo un popolo incivile e maleducato, nel senso letterale della parola: “educato male”. Certe cose se non vengono insegnate non possono essere apprese se non in condizioni particolari (disabili o più semplicemente genitori col passeggino) o per una innata sensibilità.
La notizia mi ha fatto molto piacere, tuttavia come ci fa notare il buon Severgnini anche i volonterosi, in Italia, hanno la memoria episodica e l'entusiasmo degli amministratori è pure peggio.
Finchè non capiremo che il problema del malcostume e del cattivo funzionamento del nostro Paese siamo noi stessi non cambierà mai nulla.
Comunque ben venga l'annuncio di questa iniziativa da parte del Comune di Milano, spero di vederla presto anche a Bergamo e in tutte le città d'Italia.
Tuttavia una volta che questo provvedimento venisse attuato emergerebbe il vero problema, ovvero la Pubblica Amministrazione (Polizia Locale e simili).
Avete mai provato a chiamare il Comando della Polizia Locale della vostra città per denunciare un'auto parcheggiata sulle strisce, davanti ad un accesso carrale, o per qualche vandalo che danneggia le strutture pubbliche in un parco?
Io si. La risposta tipica è "non abbiamo organico sufficiente per intervenire" (a me è capitato) o peggio ancora il rimpallo di responsabilità "deve chiamare la Polizia" e viceversa "deve chiamare i Vigili" (è capitato ad altri).
Solo una volta dopo aver chiamato è intervenuta la Polizia Locale: fuori da una scuola elementare c'era un'auto parcheggiata in pieno sulle strisce pedonali dalle ore 8:30 (io ho chiamato alle 12:30). Alle 14:00 l'auto aveva la sua bella e meritata multa (I bambini hanno dovuto attraversare comunque tra le auto perchè non è intervenuto il carro attrezzi)
Quindi cari governanti, ci chiedete di denunciare gli evasori e chiedere sempre lo scontrino? Fateci caipre che fate sul serio, cominciando dalle cose di tutti i giorni. Date a tutti noi cittadini la possibilità di fare la nostra parte e vedrete che ci daremo da fare. Volete le foto delle infrazioni? Vi apro un account su Flickr e poi vediamo.
In questo momento di crisi e difficoltà percepisco un rinnovato interesse da parte di tutti alla partecipazione. Facciamo in modo di poterla esercitare!

P.S.
E' lecito fotografare un che auto si trova in una strada pubblica e in evidente infrazione e la foto può essere pubblicata dovunque.
Non c'è violazione della privacy: le targhe sono annotate al Pubblico Registro Automobilistico (Pra) che è, appunto, un registro pubblico, cui chiunque può accedere. La targa non è un dato personale coperto da privacy.