lunedì 24 giugno 2013

Non cadere nella Rete

Se la televisione è il Veleno moderno per antonomasia - "Cattiva maestra", la definì Karl Popper -, il Web "sociale" è perfino più subdolo. Esso raccoglie i più diversi desideri di affermazione individuale e li usa distorcendoli a fini di profitto, di vendita di merci, di veicolazione di idee utili al Potere o semplicemente funzionali alla creazione del disordine, laddove il disordine diventi utile al Potere.
In un mondo sempre più disumano, l'esigenza primaria di comunicazione viene a sua volta utilizzata strumentalmente dando a ciascuno l'impressione di poter non solo comunicare se stesso, ma di poterlo fare in piazza, 'coram populo'.
Parafrasando Andy Warhol, che anticipò di molto Facebook e Twitter, "ciascuno di noi può essere una star per quindici minuti". Non importa che non ti veda nessuno o che ti vedano in centomila, il che è esattamente la stessa cosa. Con questo strumento magico, nel tuo computer a buon mercato, nuotando nella banda larga che per ora puoi comprare a buon prezzo, avrai l'illusione di essere una star tutte le sere, ogni ora del giorno, per tutto il tuo tempo. Un tempo che tu credi "libero", ma che non è piu tale nel momento in cui lo affidi all'occupazione di un motore di ricerca.
Quale sublime svolta viene consentita - apparentemente regalata - all'uomo e alla donna della strada, permettendo loro di parlare senza dover ascoltare, di farsi vedere senza vedere. Di vedere senza che nessuno - salvo il motore di ricerca - sappia cosa stai vedendo. Di scegliere i lati di sé che si ritengono migliori e di presentarli agli altri come se ne fossero l’essenza. Facendo entrare ciascuno in una specie di parentesi magica dove tutti sono uguali, dove non c'è più alcuna gerarchia, né di personalità né di sapere. Dove si può parlare di tutto, anche di ciò che non si conosce affatto, e si possono esprimere giudizi definitivi e inappellabili apostrofando anonimamente personaggi altrettanto anonimi con tutta la volgarità e la presunzione di cui si è capaci. Si potrebbe continuare all'infinito ed esplorare tutti i personaggi della commedia umana.
Ci si può sbizzarrire nelle definizioni. "Il Web è un sistema apparentemente democratico che unisce la biblioteca al telefono, con intercettazione garantita e consultazione monitorata". Il Web, insomma, come tante cose insieme, non importa se e quanto contraddittorie tra di loro. Come luogo in cui tutti i gatti sono ugualmente bigi; dove tutti i pareri sono uguali; dove la paranoia dell’anonimato e l’esaltazione dell’irresponsabilità. Il Web come il trionfo finale dell’individualismo piccolo, piccolissimo borghese, ma anche di quello proletario e sub-proletario, entrambi resi magicamente uguali. 
-- Giulietto Chiesa, "Invece della catastrofe"

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