martedì 5 marzo 2013

Troppa mente

Chi ha imparato a sciare da adulto ha presente la difficoltà di doversi ricordare tutta una serie di accorgimenti (spalle - peso in avanti – posizione – ginocchia – braccia – bacino – a valle – a monte – ecc.) e soprattutto di come sia difficile ricordarsi di mettere in pratica i consigli del maestro quando la velocità aumenta, o la pista si fa più difficile e ripida e magari piena di cunette, o tutte queste cose insieme.
Se invece ci si trova sul classico “panettone“, pista larga, neve bella, pochissima gente, pendenza limitata e velocità sotto controllo, allora è molto più facile, pensandoci, mettere in pratica gli insegnamenti e, dopo un po’ di queste discese, si comincia ad automatizzare i movimenti e ad interiorizzare gli insegnamenti ricevuti.
Ad ogni curva si correggere qualcosa, e dopo un paio d’ore i progressi sono veramente notevoli.
A quel punto anche l’aumento di velocità, la pista più ripida, o altre condizioni avverse si potranno affrontare meglio, grazie a quanto imparato precedentemente.
Tutte queste considerazioni sono meno importanti se si impara da bambini, perchè il bambino non analizza, non elabora continuamente a livello mentale tutto ciò che fa, egli agisce d'istinto.
Le stesse considerazioni sono valide per tutte le discipline che richiedono una grande capacità di coordinazione dei movimenti, tra cui anche la danza (o semplicemente il ballo).
Nel Kendō è la stessa cosa e un principante adulto non può pretendere di tenere il passo dei più giovani, abituato com'è a convivere con le preoccupazioni quotidiane.
Bisogna prendersi il proprio tempo e non avere fretta, praticando con gioia e costanza, seguendo la propria Via (道). 

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