martedì 29 novembre 2011

Tsuki (突き)

Oggi mi sarebbe piaciuto parlare della tecnica Tsuki in quanto tale ma purtroppo devo invece parlare del mio ennesimo infortunio.
Nel Kendō la parola Tsuki (突き), corrisponde ad una delle cinque aree su cui attaccare. Esso è una spinta della punta dello shinai alla gola.

Si stava facendo un po' di pratica con Seme-Tsuki e il mio avversario, un baldo ragazzotto di vent'anni ha pensato bene di scaricare tutto il suo peso e la forza di cui disponeva sullo tsuki-tare (l'area frontale del casco corrispondente alla laringe). Il colpo è stato violentissimo e ho sentito la cervicale scricchiolare, ma forse non era la cervicale ma rotture legamentose e/o muscolari. Spero di aver scampato lesioni a carico dei legamenti e/o dei muscoli tiroaritenoidei. Domani ho un appuntamento dal traumatologo.
Risultato, mi ritrovo la parte frontale del collo sopra il pomo d'adamo estremamente gonfia e faccio fatica a deglutire e muovere la testa avanti e indietro.
A questo punto non capisco se sono io predisposto agli infortuni e mal disposto allo scontro fisico o se c'è qualche problema nel metodo di insegnamento e di pratica nel mio Dojo.
Considerando che è il terzo infortunio in tre anni, forse è più probabile che sia il secondo caso, anche perchè quando vado a praicare in provincia di Brescia non mi succede mai nulla, anzi l'ambiente è molto più rilassato e meno orientato all'agonismo.
E' vero che io sono un 'principiante anziano' e quindi un po' lento e forse goffo, tuttavia credo che far praticare Tsuki a tutti (principianti e non) durante le lezioni sia un azzardo.

A questo punto sto valutando seriamente di abbandonare la pratica del Kendo, se non altro per salvaguardare la mia incolumità. Ho una famiglia da mantenere e non posso permettermi uno stop (al lavoro) di diversi giorni o settimane per i traumi da attività in palestra. Peccato perchè la Via (道) del Kendō mi piace, però come arte marziale, non come sport.

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