lunedì 3 ottobre 2011

The old man Kendo

Stavo discutendo con l‘amico Geoff Salmon delle mie perplessità e difficoltà nel praticare il Kendo alla mia età e lui mi ha indicato uno dei suoi vecchi post dedicato all'argomento. L'ho trovato molto interessante pertanto l'ho tradotto di seguito.
Molti club di kendo pubblicizzano il kendo come "adatto a persone di tutte le età". Io non sono d'accordo con questo, penso che ci sono alcune cose da considerare. Chi ha la fortuna di iniziare in età relativamente giovane, ha avuto il lusso di adattare il kendo nel corso degli anni e per parafrasare Nakakura sensei (nella foto): "lasciare che velocità fisica e forza vengano sostituite dalla tecnica e succes-sivamente da kizeme, basata sulla forza d'animo".
Per le persone di mezza età che iniziano a praticare, il kendo è più difficile.
Ci sono eccezioni, naturalmente, ma nella maggior parte dei casi, i principianti adulti alla fine non hanno la forza e la flessibilità per iniziare con kendōka giovani ed è impossibile colmare decenni di esperienza in un breve corso per principianti.
Un kendōka esperto può avere anche problemi dopo una lunga pausa dalla formazione. Di recente ho incontrato un praticante esperto, giapponese trentenne che è tornato al kendo dopo un intervallo di 10 anni. In pochi minuti di suburi ha avuto problemi al tendine d'Achille.
Quindi cosa dovrebero fare i kendōka più adulti per ottenere il massimo risultato senza troppo dolore?
In primo luogo trovare un istruttore simpatico che conosce i limiti dei suoi studenti. Il lavoro sulla tecnica corretta e di taglio e mantenere la postura corretta. Fate un buon fumikomi, ma non fate grandi passi per non sollecitare troppo il tendine di Achille. Portate sempre il piede sinistro velocemente, quindi verificate sempre che la punta del piede sinistro ritorni in linea con il tallone destro. Prima di tutto relax. Se si avvertono fitte improvvise stop! Essere prudente però non significa non praticare con spirito pieno.
Non ci sono solo cattive notizie per tutti noi 'vecchietti'. Qualcuno mi ha parlato del proprio padre che ha iniziato a 60 anni e ha raggiunto 5° dan, senza perdere una classificazione. Ho anche un amico che ha ripreso dopo una pausa di 27 anni e ha raggiunto il 7° dan. Quindi fate del vostro meglio, ma senza esagerare.
P.S. (n.d.t) Consiglio ad alcuni giovani kendōka particolarmente esagitati di tenere presente questo quando si trovano di fronte un principiante anziano. Calma e rispetto dell'avversario, aiutano entrambi a progredire.

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